L’APPROCCIO MANAGERIALE NELLA SANITÀ PUBBLICA: IL TURNOVER DEL PERSONALE E IL RECLUTAMENTO DELLE “COMPETENZE”

di Carlo Esposito

Aprile, 2020

La normativa vigente in materia di reclutamento del personale nella Pubblica Amministrazione e, più specificamente nell’ambito sanitario, delinea progressivamente, rispetto al passato, una maggiore vicinanza e assimilazione con le modalità gestionali appartenenti alle aziende private. 
Il D.Lgs 502/92 istituisce le Aziende Sanitarie in luogo delle Unità Sanitarie Locali che, sebbene siano nate da una riforma dell’organizzazione sanitaria sul territorio nazionale, rappresentavano ancora una struttura organizzativa di matrice tipicamente ministeriale e riconducibile agli schemi della Pubblica Amministrazione. 
Le successive modificazioni e integrazioni si sono via via adeguate al più ampio processo di “decentramento” amministrativo che ha trovato, quale elemento propulsivo, la riforma del titolo V della Costituzione. Seppure con alcune peculiarità, anche la riforma degli ordinamenti universitari in generale e dei policlinici in particolare, ha risentito di questa trasformazione determinando, in certi casi, alcune sovrapposizioni e ambivalenze non sempre facilmente risolvibili.

 

NOTA A CASS. PEN., SEZ. III, 30 SETTEMBRE 2019, N. 40396

di Lorenzo Bruno Molinaro

Gennaio, 2020

La sentenza che si annota (Pres. Di Nicola, Rel. Socci) è stata depositata pochi giorni fa (il 30 settembre 2019) e merita di essere segnalata in quanto rappresenta, a mio avviso, il primo significativo “arret de la Cour” in Italia, dopo la sentenza ”Ivanova” della Corte EDU del 21 aprile 2016, teso a fare chiarezza sull’insieme dei presupposti richiesti (ed oggettivamente verificabili) perché il diritto di abitazione possa fungere da ostacolo alla esecuzione dell’ordine giudiziale di demolizione.
La sentenza, pur ritenendo infondato il ricorso proposto dalla parte privata ricorrente, esprime uno sforzo commendevole, nella interpretazione dialogica delle norme interne e convenzionali, volto a valorizzare in senso innovativo il principio di legalità, consolidando il bisogno di un equo contemperamento di tale principio con la esigenza sempre più pressante di assicurare protezione ai diritti fondamentali (fra cui il diritto al rispetto della vita privata e familiare e, dunque, alla inviolabilità del domicilio), in presenza di un abuso di limitate dimensioni, in un sistema, peraltro, in continuo movimento ed in crescente apertura verso le decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo e i principi sovranazionali, che la giurisprudenza interna non può ignorare (v. le sentenze della Corte Costituzionale n. 348 e n. 349 del 14 ottobre 2007, in base alle quali “le norme della convenzione europea nell’ordinamento italiano hanno valore di norme interposte (fra le leggi e la Costituzione) che devono essere rispettate, in quanto integrano il contenuto degli obblighi internazionali che, in applicazione dell’art. 117 della Costituzione, si impongono all’attività normativa dello Stato e delle Regioni, sempre che esse non siano in contrasto con altre norme costituzionali”).

 

LE PRIME SANZIONI DELLE AUTORITÀ DI CONTROLLO A SEGUITO
DELL’ENTRATA IN VIGORE DEL REGOLAMENTO UE 2016/679

di Filippo Lorè

Gennaio, 2020

Le disposizioni previste dal legislatore europeo richiedono, in ottica accountability, un cambio di prospettiva nell’applicazione dei principi della normativa in materia di protezione dei dati personali, chiamando gli attori principali ad una svolta di natura culturale, accantonando l’atteggiamento formale nei confronti della materia, a favore di un approccio di natura sostanziale, sostenuto dall’implementazione di misure tecniche ed organizzative allo scopo di tutelare le libertà fondamentali degli interessati. Prima di considerare l’impianto sanzionatorio previsto dal Regolamento UE 2016/679, è opportuno considerare il ruolo demandato alle Autorità di controllo. Il Regolamento generale sulla protezione dei dati, oggi, all’art. 51 prevede, per ogni Stato membro, che ad una o più autorità pubbliche sia demandato il compito di sorvegliare l’applicazione del RGPD al fine di tutelare i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche con riguardo al trattamento delle informazioni e di agevolare la libera circolazione dei dati personali all’interno dell'Unione.

 

BREVI RIFLESSIONI SUGLI EFFETTI DELLA RIFORMA DEL TERZO SETTORE SUGLI ENTI ECCLESIASTICI

di Giuseppe Brandi

Gennaio, 2020

Le Confessioni religiose rappresentano una parte molto importante, anche dal punto di vista numerico, del Terzo settore italiano1 e possono senz’altro considerarsi come organizzazioni non profit ante litteram, in quanto caratterizzate da quel fine di religione e di culto che, ai sensi dell’art. 16, lettera a), della Legge 20.05.85, n. 2222, è per sua natura decisamente diverso dallo scopo di lucro.
Malgrado ciò, durante i lavori preparatori della legge delega di riforma del Terzo settore (Legge 06.06.2016, n. 106) il mondo cattolico temeva che tale riforma non tenesse nella giusta considerazione decine di migliaia di enti ecclesiastici nati con finalità di culto (le diocesi, le parrocchie, gli istituti religiosi, etc.) ma fortemente impegnati in attività sociali fondamentali per il territorio in cui operano: ospedali, scuole, doposcuola, accoglienza, oratori, centri anziani, sportelli di aiuto per poveri, ecc..

 

SOCIETÀ E SICUREZZA, UN BINOMIO INSCINDIBILE

di Marco Cardilli

Ottobre, 2019

Il tema della sicurezza è ormai da oltre un ventennio al centro del dibattito pubblico italiano e fonte di crescente attenzione di politici, mass media e società civile, tornando prepotentemente di attualità in occasione di fatti di cronaca di particolare gravità ed allarme sociale.
Per un approccio efficace alla questione sicurezza ed in particolare a quella “urbana” su cui, da alcuni anni, si concentra l’attenzione dei media e del legislatore nazionale, in un contesto mutevole ed in costante evoluzione come effetto dei profondi cambiamenti causati dalle conseguenze del processo di globalizzazione in atto, occorre una visione illuminata ed evoluta, attesa la rapida obsolescenza di studi di settore e concetti teorici che hanno risentito, nel passato, di una matrice ideologica spesso intrisa di retorica allarmistica.

 

INTERESSI DIFFUSI E DIRITTI COLLETTIVI TRA PROCESSO AMMINISTRATIVO E PROCESSO CONTABILE. 
CONTRIBUTO AD UNA COMPARAZIONE

di Massimiano Sciascia


Ottobre, 2019

The work runs preliminarily through the development of the theory and the case-law about the protection of widespread interests, organizing them into the category of the collective rights, that is to say those substantive positions held by the community of the citizens, such as the environment, the landscape, etc.
Afterwards, it outlines a comparative reconstruction of their forms of tutelage before the various jurisdictions, and particularly before the administrative judge and the Audit Office.
It concludes with a reflection upon the integration of these two ways of protection in the different ambits with some hints de iure condendo, especially with the recognition of the standing to sue before the administrative judge by the accounting public prosecutor

 

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